mercoledì 10 marzo 2021

La donna che non dimentica nulla

Se c'è una delle nostre facoltà naturali che può dirsi più meravigliosa delle altre, credo che sia la memoria. Sembra esserci qualcosa di più misterioso e incomprensibile nel potere, nei fallimenti, nelle ineguaglianze della memoria che non delle altre facoltà dell'intelletto. La memoria è talora così tenace, così servizievole, così obbediente, ma altre volte sembra così confusa e così debole, e altre ancora così tirannica, così incontrollabile! Noi siamo sicuramente un miracolo sotto ogni aspetto, ma il nostro potere di ricordare e di dimenticare sembra qualcosa di particolarmente indecifrabile. — Jane Austen, Mansfield Park



Ho scoperto la storia di Jill Price mentre studiavo per l'esame di Psicologia Generale e quello che ho pensato, dopo averla letta, non è stato "Wow!" (sottinteso: sarebbe utile avere anche solo un decimo delle sue capacità), ma "Oh, Dio..." (sottinteso: che incubo). Questa donna vive sotto la tirannia di una memoria abnorme. Non solo non dimentica nulla della sua vita, ma continua a rivivere tramite i ricordi tutto ciò che le è successo a partire dal 1980, fin nei minimi dettagli.
Ho voluto saperne di più e ho scoperto una storia particolare, che è stata molto spettacolarizzata e che, ovviamente, ha diviso la comunità scientifica - che tutt'oggi dibatte ancora su quale sia l'origine della super memoria di Jill. Mi ha lasciato anche diversi dubbi.

Ma, innanzitutto, cos'è la memoria? Il manuale su cui ho studiato dice che è la capacità di immagazzinare informazioni e di recuperarle nel corso del tempo. Sembra una definizione piuttosto sterile, vero? Eppure quel "immagazzinare/richiamare" è il meccanismo che sta alla base dello sviluppo del senso del sé. Ognuno di noi possiede una specifica identità strettamente intrecciata con tutto ciò che ha pensato, sentito, fatto ed esperito, purché di tutto questo sia rimasta traccia nel cervello, ovvero: purché ne conserviamo il ricordo e siamo in grado di richiamarlo alla mente. Si può dire che la memoria, attraverso i ricordi, fa di noi ciò che siamo. Ma se noi creiamo delle narrazioni di noi stessi che sono la risultanza di ricordi selezionati dalla nostra memoria, che con il tempo - ad ogni richiamo - diventano sempre più imprecisi, al punto che alcuni possono essere del tutto stravolti o persi (come succede nella vecchiaia, ma non solo: la nostra memoria è soggetta a 7 tipi di errori), il caso di Jill è completamente diverso: Jill è la sua memoria. Per dirla con le sue efficaci parole, lei si sente come una matrioska (la Jill dell'oggi) che dentro contiene delle repliche perfette di ogni Jill di tutti i giorni passati.


LA STORIA SECONDO JILL
Aveva 12 anni quando si manifestò per la prima volta questa sua dote: era il 30 maggio del 1980 e si stava preparando per una verifica di scienze. A un tratto le tornò in mente tutto ciò che aveva fatto il 30 maggio di un anno prima. Non diede importanza alla cosa e riprese a studiare. Ma un mese dopo, mentre stava mangiando dei dolci in compagnia di un'amica, ricordò all'improvviso che avevano mangiato le stesse paste alla crema un anno prima e glielo disse. L'amica rispose con aria inespressiva: "Ah sì?". Al che Jill le raccontò per filo e per segno tutto quello che avevano fatto, detto e visto quel giorno. Quelli che all'inizio erano dei flash sporadici divennero via via sempre più frequenti. Oggi Jill ha scollinato i 50 anni e se qualcuno le nomina una data dal 1980 in poi, lei può dire immediatamente che giorno della settimana era, cosa aveva fatto quel giorno e può descrivere qualsiasi evento importante che ebbe luogo - o persino eventi minori - purché ne abbia sentito parlare.

Questi ricordi Jill li descrive come scene di film casalinghi di ogni giorno della sua vita, che le tornano in mente di continuo e in modo spontaneo, sballottandola avanti e indietro nel corso degli anni.

Immaginate se qualcuno vi avesse fatto dei video da quando eravate bambini, seguendovi in giro tutto il giorno, giorno dopo giorno, e poi li avesse riversati tutti su un DVD, e voi foste seduti in una stanza a guardare quel DVD in un lettore impostato su "mescola in modo casuale tutte le tracce". Eccoti a dieci anni nel tuo salotto a guardare The Brady Bunch; poi vieni rapito da una scena in cui hai diciassette anni e guidi per la città con i tuoi migliori amici; e in poco tempo sei in spiaggia durante una vacanza in famiglia quando avevi tre anni. È così che vivo i miei ricordi. Non so mai cosa potrei ricordare dopo e il mio ricordo è così vivido e fedele alla vita che è come se stessi rivivendo quei giorni, nel bene e nel male.

Può richiamare i ricordi a piacimento quando le viene chiesto, come ho scritto sopra; ma di norma questo suo continuo ricordare è un processo automatico: Jill non fa alcuno sforzo; semplicemente, i ricordi affollano la sua mente e lei non può né controllarli né fermarli - anche se, come dice spesso, le piacerebbe molto poterlo fare. In pratica, se qualcuno le dice qualcosa o lei ascolta una canzone o sente un certo odore... la sua vita nel presente subisce una specie di battuta d'arresto e lei si trova proiettata nel passato. E questo può non limitarsi a un solo ricordo: Jill può avere anche treni di ricordi. Onestamente, questa cosa mi mette i brividi.

Man mano che crescevo e sempre più ricordi venivano immagazzinati nel mio cervello, sempre più spesso balenavano nella mia mente in questa raffica infinita e sono diventata prigioniera della mia memoria.

Sperimentando tutto questo giorno dopo giorno, Jill ha cominciato ad accusare uno stress psico-fisico che ha avuto serie conseguenze sulla sua salute. Anche perché, pensateci: questa donna può rivivere in qualsiasi momento anche i giorni più terribili della sua vita. E come se questo non fosse abbastanza, la cosa veramente triste è che non è mai riuscita a far comprendere la gravità della sua situazione nemmeno alle persone che le erano più vicine. Sua madre, per esempio, le diceva di non rimuginare troppo, di non pensare troppo a certi fatti, mentre Jill cercava inutilmente di spiegarle che lei non si soffermava affatto sui ricordi, che la sua memoria non funzionava come quella di chiunque altro, che c'era qualcosa di sbagliato.
Alla fine, esausta, Jill si affidò alla rete.

A 34 anni contattò il dottor James McGaugh, uno dei massimi esperti di memoria al mondo, che lavorava come ricercatore all'Università della California, a Irvine (UCI). McGaugh aveva all'attivo qualcosa come 500 articoli scientifici sulla memoria, un elenco di premi e riconoscimenti impressionante e aveva tenuto conferenze in tutto il mondo.
L'8 giugno del 2000, Jill lo contattò tramite email. Non si aspettava di ricevere risposta, invece - come ricorda - 90 minuti dopo il dottore la invitò a recarsi nel suo studio.

Quando iniziarono i test, il dottore era scettico, così sottopose Jill a domande che lei non si aspettava. Per esempio, le chiese di ricordare la data di tutti i giorni di Pasqua tra il 1980 e il 2003: una domanda difficile, perché questa data cambia ogni anno e può cadere tra il 22 marzo e il 15 aprile; ma lei le ricordò tutte perfettamente. E rispose a centinaia di altre domande - alcune più complesse, alcune personali. Dopo cinque anni, McGaugh e il suo team si convinsero di avere a che fare con una persona unica (fino a quel momento), per la quale venne codificata una nuova sindrome: la Sindrome Ipertimesica, nota anche con l'acronimo HSAM (Highly Superior Autobiographical Memory).


I PRIMI DUBBI: LA TEORIA DEL DOTTOR GARY MARCUS
Le ricerche con e su Jill non potevano restare circoscritte al team di McGaugh. E infatti il dottor Gary Marcus, ricercatore in psicologia, chiese e ottenne di poterla sottoporre a dei test. Le sue ricerche evidenziarono i limiti di questa prodigiosa memoria, circoscrivendo le aree in cui non esisteva alcun margine di errore. Marcus confermò che Jill Price ha una memoria autobiografica infallibile e che con la stessa infallibilità ricorda le date di disastri di varia natura - dagli incidenti aerei alle catastrofi naturali - e di avvenimenti mediatici che hanno avuto una qualche rilevanza - come la data della sentenza emessa contro O.J. Simpson o quella dell'attentato alle Olimpiadi di Atlanta.
Tuttavia è scarsa, come chiunque, con le date storiche: per esempio, non ricorda quando fu firmata la Magna Carta, è imprecisa su domande che riguardano la storia prima del 1965 e persino su eventi recenti, come le elezioni presidenziali del 2004.
Inoltre, la sua memoria non è immune ai 7 errori:
labilità (dimenticanza che si verifica con il trascorrere del tempo);
distrazione* (Ehi! Ti ricordi dove hai parcheggiato la macchina? E dove sono le chiavi della cantina?);
blocco (incapacità di recuperare informazioni dalla memoria);
attribuzione erronea del ricordo;
suggestionabilità (tendenza a incorporare nei. nostri ricordi informazioni fuorvianti provenienti da fonti esterne);
distorsione (influenza esercitata sui ricordi dalle nostre conoscenze, convinzioni e sensazioni);
persistenza (ricordo intrusivo di eventi che vorremmo dimenticare).

Scavando nella storia personale di Jill, Marcus ha stabilito quando e perché si sia sviluppata la sua memoria autobiografica: ruota tutto intorno al trauma del trasferimento della famiglia Price dal New Jersey a Los Angeles, il 29 giugno del 1974, quando Jill aveva otto anni. Da quel momento ha cominciato a soffrire di ansia da separazione e, per alleviare la sua sofferenza, ha iniziato a tenere diari dettagliatissimi. Il team di McGaugh era a conoscenza di questi diari, ma sembra non abbia dato loro importanza.
WTF? Mi sembra assurdo.
Secondo Marcus, quest'ansia da separazione ha portato Jill a rivolgere una particolare, ossessiva attenzione alla propria vita - tanto che possiede ancora tutti gli animali di peluche della sua infanzia.
Jill Price, per citare il dottore, scruta il suo passato senza sosta e questo rafforza i suoi ricordi autobiografici. Cosa comunque straordinaria, perché i ricordi sono vulnerabili: più li richiamiamo alla mente, più li consumiamo, li danneggiamo, li modifichiamo, li distorciamo. A lei questo non succede.
La dottoressa Julia Simner, del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Edimburgo, ha un'altra teoria: Jill soffrirebbe di una forma di sinestesia.


LA CONFUSIONE È IN AGGUATO
La storia di Jill Price è diventata nota al grande pubblico grazie alla sua apparizione, insieme al dottor McGaugh, in un episodio della serie televisiva 60 Minutes. E qui inizia la fusione tra realtà e leggenda e la storia di Jill Price inizia a vivere di vita propria. Perché molte testate giornalistiche riportano che il team di McGaugh, pur non riuscendo a stabilire le cause della sua super memoria, scoprì - scansionando il suo cervello tramite fMRI (functional Magnetic Resonance Imaging) - qualcosa di insolito a livello strutturale in alcune delle zone coinvolte nei processi mnemonici: ippocampo e corteccia prefrontale. E io mi sono chiesta: ma come? Avrebbero trovato qualcosa di diverso a livello strutturale nel cervello di questa donna e non sanno dire, dopo cinque anni di studi, se questo abbia a che fare con la sindrome ipertimesica? Ma non ci credo proprio!




Jill stessa, nel suo libro La donna che non può dimenticare (che ho acquistato e che non vedo l'ora di leggere), afferma che il suo cervello è ancora un mistero.
Una semplice ricerca in rete ha rivelato che le famose le scansioni mostrano che l'ippocampo e la corteccia prefrontale di Jill sono nella norma. Secondo il dottor Marcus, tutto sarebbe riconducibile alla personalità della donna: a un suo disturbo ossessivo-compulsivo nei confronti del suo passato. Un'ipotesi che mi sembra plausibile e che mi incuriosisce molto. Il dottor Marcus aggiunge che, nelle condizioni di Jill, chiunque potrebbe sviluppare una memoria autobiografica come la sua. E qui... mah.

In seguito all'apparizione di Jill a 60 Minutes, il dottor McGaugh ricevette segnalazioni da parte di persone in tutto il mondo che ritenevano di possedere una "memoria autobiografica altamente superiore". Undici risultarono essere persone come Jill. Solo tre di loro sono risultati affetti da un disturbo ossessivo-compulsivo.


* A causa della distrazione, che è un errore della memoria causata da una mancanza di attenzione che determina una dimenticanza, il violoncellista Yo-Yo Ma una volta perse un violoncello da 2.5 milioni di dollari. Lo aveva messo nel bagagliaio di un taxi, ma nei 10 minuti di corsa fino a destinazione, distratto da altri pensieri, si dimenticò completamente dello strumento.

8 commenti:

  1. Certamente interessante. Io ho una buona memoria su certe situazioni, soprattutto ricordo dialoghi e parole pronunciate da un'altra persona anche a distanza di anni. Per contro, dimentico facilmente le azioni "di routine", del tipo che se alle sette di sera mi chiedi che ho mangiato per pranzo all'una, magari non me lo ricordo.
    Però col passare degli anni il mio cervello è sempre più simile a un bicchiere pieno che non si può ulteriormente riempire. Sul lavoro ormai scordo la metà delle cose, devo tenere appunti su appunti e promemoria vari, perché se i affidassi alla mia semplice memoria dimenticherei la metà delle cose da fare.

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    1. Una volta avevo una memoria fotografica: se qualcuno prendeva un libro a caso dalla mia libreria, e io lo avevo letto, bastava che mi si leggesse una frase e io sapevo dire cos'era successo prima, cosa accadeva dopo e spessissimo anche il numero di pagina. Se mi mostravano una sequenza di numeri, dandomi qualche secondo per memorizzarla, e poi me la mostravano di nuovo, svariati muniti dopo, sapevo recitarla senza errori. Questo fino a circa 40 anni. Poi il disastro, per via del lavoro che faccio e della situazione in cui mi trovo, che non mi stimola a fare niente :( Sto pure diventando un pesce rosso, quanto a memoria ^^;

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    2. "e poi me la mostravano di nuovo" = e poi mi chiedevano di recitarla.
      Niente, non ce la posso fare ^^;

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  2. Effettivamente mi sembra una situazione abbastanza terrificante.
    La mente è sempre affollata dalla frenesia del presente, figuriamoci se ci si mette anche il passato!

    Io ho una memoria estremamente pessima... ogni tanto ho il VUOTO completo del tutto! xD

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    1. I vuoti comincio ad averli anche io! XD Ma roba imbarazzante, del tipo: cerco gli occhiali come una disperata e gli occhiali li ho appena posati in bella vista sulla scrivania, di solito sulla tastiera del portatile. Oppure: guardo l'agenda e vedo che devo spedire una mail; tempo di chiudere l'agenda e già me lo sono dimenticato... e non spedisco la mail ^^; So ancora dire cosa ho mangiato a colazione e a pranzo e persino le quantità in grammi, ma se mi si chiede cos'ho mangiato ieri... "Ah, oddio, ma ieri ho mangiato? Boh?"

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  3. Il testo di Neuroscienze su cui mi sono formato parecchio riportava però che uno dei primi casi attestati fosse quello di S., un giornalista russo.
    Nel primo anno del mio blog avevo parlato anch'io dell'ipertimesia, ed era intervenuto nella discussione un ragazzo che aveva questa particolare condizione. Purtroppo poi cancellò i suoi messaggi, comunque gli avevo chiesto se, facendo un parallelismo, la sua condizione potesse essere paragonata a una mentalità Messie per i ricordi, e mi pare avesse risposto "qualcosa del genere."

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    1. Nel mio non c'è traccia di questo giornalista russo. E nemmeno nel testo (che devo ancora studiare, ma che ho controllato) di Psicologia del comportamento. Strano :|

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    2. Aspetta, probabilmente è il fatto che fosse UNO dei primi casi attestati, e non IL PRIMO. Può essere che si sia scelto di riportare quello invece di Jill Price.

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